Tanti piccoli errori
Ho prenotato in una pizzeria Gorumet con ZenChef….
Come noterete il numero di telefono è errato perché nessun prefisso italiano inizia con 24. Ovviamente mancava uno zero (era 024…).
Poco tempo fa una email di amazon da billing@amazon… mi informava che l’indirizzo sarebbe cambiato da billing@amazon… a billing@amazon… (che a casa mia non è proprio un cambiamento!).
Prepariamoci a queste ed altre alzate d’ingegno dei processi AI-powered.
Mentre leggevo questa notizia, mi è tornato in mente un episodio di Ai confini della realtà che ai tempi mi aveva colpito. Si chiama Quarantine ed è stato scritto a metà degli anni 80. Potete trovarlo (illegalmente) su youtube, e il succo della storia è che dopo un inverno nucleare avvenuto con il lancio di “poche” testate gli sparuti sopravvissuti sono tornati ad una realtà apparentemente rurale. Il protagonista è uno scienziato ideatore di uno scudo spaziale antimissile, che viene risvegliato dal sonno criogenico in questo nuovo mondo.
I sopravvissuti hanno poteri mentali evoluti e possono proiettare la loro mente nello spazio, telepaticamente. Con questi stessi poteri, hanno saldato un patto con gli esseri viventi, e collaborano con essi. Per esempio, le lucciole forniscono loro luce notturna, oppure dei primati diventano telepati e custodi della conoscenza, come dei computer viventi. Questo nuovo mondo è solo abbozzato, ma molto suggestivo.
In tutto questo il nostro protagonista è stato risvegliato per una “valida ragione”: un asteroide è in rotta di collisione, e loro hanno bisogno di vetusta tecnologia di 300 anni prima per provare a fermarlo. C'è un colpo di scena (che non vi svelo), ma la cosa importante è la contrapposizione tra la tecnologia militare (rinnegata) e il mito del buon selvaggio rurale, tanto caro ad una retorica americana tipica (vedi La casa nella prateria che è trasmessa a fine anni’70).
Depurando la sceneggiatura di alcuni di questi elementi, vedo però parecchi punti di contatto tra il mito del “buon coder manuale-rurale” e le insidie dell’apocalittico AI-vibe-conding, e questa settimana vorrei porre l’attenzione su questo articolo The bottleneck was never the code
In passato non è mai stato un problema scrivere montagne di codice.
Anzi, a ben vedere i microservizi sono il trionfo di questo approccio: servizi piccoli e full-stack fatti con pezzi standard, generando più codice possibile (sennò non erano “micro”).
Nella mia modestissima esperienza, in progetti di medie dimensioni (non meno di 8 sviluppatori) per un respiro di completamento intorno ai 6 mesi (per cui 48 mesi/uomo c.a.) la parte di sviluppo “puro”cuba tra il 30 ed il 40%. Il resto sono l’analisi funzionale e poi il supporto al test di integrazione+ test utente (validazione o UAT (User Acceptance Test).
In nessuno scenario “standard” la parte di sviluppo supera il 50%, anzi spesso incide sotto il 40% del tempo totale perché la parte di test risulta sotto stimata. E perché viene sottostimata? Perché mentre sviluppi il software, ti accorgi di cose a cui non avevi pensato, o problematiche anche funzionali che vanno affrontate, inversioni di priorità: un po’ tutto quello che l’agile tenta di indirizzare sprint dopo sprint, rinunciando ad un modello a cascata super rigido. Ci sono fiumi di articoli su questo aspetto dello sviluppo software, alcuni scritti questa serttimana che ribadiscono il concetto.
Steve Jobs in 1997: focus is about saying no.
Un aspetto complementare, è avere un project manager e un team che sa anche quando di dire di no, o perlomeno evidenziare gli enormi rischi di compressione di attività difficili da stimare/controllare/consegnare nei tempi.
Saper dire di no ad una funzionalità extra o banalmente a qualcosa di estremamente complesso da consegnare nel contesto di progetto, è un plus
In conclusion, la AI Generativa non può essere lasciata sola, e non risolverà da sola tutti i problemi.
In breve
Anthropic ha presentato la sua iniziativa “Small Business”
Cose da leggere: LLMs Corrupt Your Documents When You Delegate conferma la mia impressione che vibe coding senza code review porta facilmente alla “sbobba” (AI Slop code se preferite) che rende il codice verboso e poco mantenibile.




