La metà del cielo
Gli imbrcatori ("harness") che coordinano l'uso della GenAI e possono fare la differenza
Iniziamo con un pò di definizioni
AI Agent: è lo strumento che va per la maggiore, è una AI potenziata con strumenti che gli consentono di fare ricerche su internet, eseguire azioni per conto dell’utente ecc.
Agentic AI: è il passo successivo, un sistema in grado di effettuare workflow complessi prendendo decisioni autonome e lanciando sotto agenti. Chiamati anche la gioia dei fornitori di servizi AI, bruciano token come il fuoco le foglie secche.
Per coordinare gli agenti di coding, i fornitori offrono delle interfacce custom a riga di comando (es codex per OpenAI, claude-code per Anthropic, ecc)
Queste interfacce custom coordinano l’uso della AI e sono per così dire l’altra metà del cielo: sono loro che indirizzano il sistema di intelligenza generativa, lanciano comandi e gestiscono anche più agenti. In gergo vengono chiamati imbracatori (“agent harnesses”).
Sta nascendo un sottobosco di imbracatori generici, che consentono di passare velocemente da un provider all’altro, mantenendo la memoria di contesto e gestendola in modo unificato.
In questa puntata parleremo di opencode e pi.dev, e daremo risorse anche per approfondire.
Una nota: quando parliamo di copilot, intendiamo sempre e solo il servizio di coding di Microsoft Github, e non tutti gli altri servizi “copilot” di Microsoft, che per es sono le chat dentro MS-Teams, dentro MS.Office ecc. Questi servizi non hanno nulla a che fare con l’agente di coding di cui ci occcupiamo qui in Fatlama.
Claude Code, Codex e Copilot sono le interfacce a linea di comando commerciali proposte dai provider di punta (rispettivamente Anthropic, OpenAI e Microsoft). copilot è un buon esempio di imbracatore generico perché
supporta più endpoint (servizi LLM)
supporta agenti e skill
ha un minimo livello di sicurezza chiamato “sandbox”, che impedisce al motore GenAI di eseguire comandi potenzialmente rischiosi.
Sulla sicurezza torneremo: di fatto spesso richiede continue approvazioni, e ricorda uno spot in cui Apple prendeva in giro Microsoft intorno al 2005. E’ un sistema poco ergonomoico ma fornisce la copertura legale per poter dire che il prodotto è “sicuro”, anche se non comodo da usare.
supporto per estensione tramite “plugin”
A questi strumenti i provider stanno affiancando degli SDK per lavorare più agevolmente
OpenCode
Sviluppata da Anomaly, ha un core open source e fornisce anche servizi Enterprise.
Come dicevamo negli articoli precedenti, è uno strumento in grado di agganciarsi a diversi provider inclusi modelli che girano in locale o altri. “Casualmentre” suggeriscono di usare come provider un loro prodotto (OpenCode Zen) di fatto un router che lo fa assomigliare molto a copilot di Microsoft.
Pi.dev
PI.dev è uno strumento più basico, pensato per essere esteso via plugin. E’ sviluppato da Earendil ed è alla base di OpenClaw. Ho letto pareri contrastanti su questo strumento. Tra i suoi punti deboli:
completa mancanza di un sistema per limitare i comandi (sandbox)
completo affidamento su npm, un tool non famoso per la sua sicurezza. Questo aspetto è condiviso anche con i sistemi più sopra
E’ da notare che è tra i pochi strumenti “veramente” open source, nel senso che dietro non c’è una startup che tenta di vendervi servizi premium, almeno per ora.
Mappa del mappazone
Il contesto è così complesso (e in fermento) che qui potete trovare altri dettagli, inclusa questa fantastica immagine che dà un idea di quello che intendo:
Si va da sistemi molo semplici a orchestratori blasonati come LangChain.
Vi lascio approfondire, e lasciate i vostri suggerimenti nei commenti!


